Oggetto: Interrogazione sul PI adottato e approvato dal Comune di Conegliano

Vista
l’adozione del PI avvenuta durante il Consiglio Comunale del 20/02/2017;
l’approvazione del PI avvenuta durante il Consiglio Comunale del 18/05/2017;

Riportato
quanto dichiarato dell’ex e attuale Assessore Toppan sul tema durante il Consiglio Comunale di adozione del PI:
“Ci ho messo del mio qua, perché ritenevo opportuno che fossero data la possibilità e l’attenzione alla vivibilità degli appartamenti delle nostre future residenze. La vivibilità, cioè, praticamente, togliendo l’ossessione del metro cubo. Fino a qualche anno fa si pensava sempre e solo alla quantità, cioè quanto poteva produrre un lotto di terra, quanti cubi ci stavano dentro, quanti piani si potevano fare. Tutto ciò andava anche a discapito della progettualità e della vivibilità. Io vedevo scale interne che collegavano un piano all’altro di 70-80 centimetri, dove uno ci passava sì e no con una sedia, muri fatti il più fini possibili perché facevano volumetria, una serie di cose… solai dove si rubavano i 10 centimetri perché anche quello faceva volumetria, sottotetti abusivi dove vivevano magari, perché non c’era la possibilità di alzarli, non in modo piacevole. Ecco, ho voluto porre fine a tutte queste cose. Quindi noi calcoleremo solo il volume calpestabile, quindi la superficie calpestabile per le altezze dei vani, e sui sottoscritti abbiamo permesso che ci sia un 20-30 centimetri in più, cioè si possono alzare 20-30 centimetri in più, tanto più che si riesce a mascherare e non diamo a inficiare la prospettiva, però per renderli… visto che tutti sappiamo che i sottotetti prima o dopo qualcuno li utilizza, facciamo in modo, visto che il tetto lo devi fare, magari se lo occupi che tu ci possa stare in modo comodo. L’abbiamo fatto, oltre che per la vivibilità, anche per poter andare incontro ad eventuali interventi di sostenibilità energetica, nonponendo limiti allo spessore dei muri e allo spessore dei solai.”
Dichiarazione che sembra una resa alla realizzazione di metri cubi di edificabilità e agli “amici del mattone”: se l’Assessore conosce chi utilizza un sottotetto senza poterlo fare perché non avvisa chi di competenza? Se l’Assessore vede progetti con scale da 70 cm, se per caso non rispettano la legge, come mai non blocca i lavori? Lo stesso vale per i muri dove se venisse piuttosto inserito un obbligo di realizzazione in classe energetica alta, fini o meno che vengano progettati devono adeguarsi al minimo previsto; questo nel PI però vi siete ben visti dall’inserirlo come obbligo. Quindi dichiarazioni che servono solo per giustificare un “regalo” di cubatura a tutti per invogliare alla costruzione visto che la precedente e l’attuale amministrazione crede ancora che questa sia l’unica strada per lo sviluppo della città, aumento che può essere stimato di circa un 20% per ogni lotto (si pensi poi dove la cubatura concessa è già alta di suo!!);

quanto indicato del Dirigente durante il Consiglio Comunale di adozione del PI:
“Il dimensionamento dovrà essere attentamente monitorato e controllato, fino ad arrivare ad un consumo zero. Per questo è un piano di prospettiva, quindi realizzare meno volume
“C’è un equilibrio da mantenere, un patto di stabilità urbanistico che deve tener conto di utilizzare prima quello che c’è e, se proprio non se ne può più, andare oltre.”
l’operatività del Piano degli Interventi non integra volume
Indicazioni che sembrano far credere che il PI approvato sia un PI a salvaguardia dell’ambiente e a riduzione del volume edificatorio, ma che da quanto già riportato sopra e da quanto riporteremo sotto si vedrà risulta bene essere un credere errato;
quanto dichiarato dell’ex e attuale Assessore Toppan sul tema durante il Consiglio Comunale di approvazione del PI:
“Il P.I. permette di poter sbloccare opere legate ad accordi pubblici/privati, in primis le opere legate alla De Bona”
Dichiarazioni che sembrano mettere troppo al centro l’interesse privato come primario per l’amministrazione rispetto invece al bene comune in quanto la realizzazione di opere pubbliche a contorno di una nuova realizzazione privata non sempre sono di reale utilizzo quanto piuttosto un obbligo per la realizzazione dell’opera privata oltre che un costo di manutenzione nel tempo che ricade esclusivamente sull’amministrazione;
Riportato quanto indicato nell’introduzione alle linee di mandato del Sindaco Chies in proposito di territorio, capitolo 7:
“Una svolta fondamentale nell’approccio delle tematiche territoriali si è concretizzata il 18 maggio 2017 quando il Consiglio comunale ha approvato il Piano degli Interventi, adottato dal medesimo Organo il 20 febbraio del corrente anno. Trattasi di una svolta rilevante e significativa che consente all’Amministrazione comunale, abbandonando definitivamente il PRG degli anni 2000 e le successive varianti parziali, di regolare le trasformazioni territoriali sulla scorta di un Piano urbanistico di ultima generazione, aggiornato e proiettato verso obiettivi di governo del territorio sempre più aderenti ai principi della salvaguardia delle risorse, della sostenibilità sotto molteplici aspetti e dell’apertura – tra l’altro – a favore di programmi di rigenerazione urbana che non sono solo sulla carta ma che hanno già ottenuto primi importanti risultati nel contesto di aree dismesse. In tal senso la recentissima legge regionale n. 14/2017 (efficace dal 24/6/2017) in materia di contenimento dell’uso del suolo diventa un riferimento fondamentale per tutti i processi di trasformazione del territorio (cointeressando anche l’intera programmazione di competenza comunale) e, in questa prospettiva, il Piano Regolatore Comunale della nostra Città risulta già allineato ai principi che la norma regionale appena detta sottende.”
Linee di mandato che vanno a scontrarsi con la realtà dei fatti del PI che di seguito vi illustreremo;
Precisato invece sotto quanto prevede realmente il PI, in parte giustificato dall’ex e attuale Assessore Toppan come un gesto a favore della vivibilità degli ambienti, tralasciando però l’altro aspetto, quello del dell’aumento delle cubature consesso per ogni singolo lotto, previsto da PI come sotto illustrato:

  • Ogni area possiede un indice di edificabilità che prevede quanti mc si possano costruire in base ai mq dell’area. Prima però la cubatura era calcolata sul lordo dell’edificio, comprendendo tutto, muri, scale, etc… Ora invece con il nuovo PI la cubatura viene calcolata sul netto dell’edificio escludendo muri, scale, etc… Quindi con calcolo indicativo per ogni lotto edificabile con queste nuove norme si avrà un’edificabilità maggiorata di circa un 20% per ogni singolo lotto. Questo aumento non provoca obbligatoriamente, come sostiene l’ex e attuale Assessore Toppan, un miglioramento nel progettare ma per certo un aumento della cubatura per singolo lotto. Teniamo conto anche che molte delle cose che sono state escluse dal conteggio cubatura in molti altri comuni si continuano a conteggiare, quindi non siamo così all’avanguardia;
  • Visto però che la norma 1444/68 ancora in vigore prevede delle regole fisse alle quali il Comune non può soprassedere relativamente alle distanze dai confini o dalle altre abitazioni, avete pensato bene di aumentare l’altezza minima degli edifici che prima era di 6,5 mt (2 piani) mentre ora è di 9,5 mt (3 piani). Questo per consentire di sfruttare, a questo punto in altezza, la cubatura in più concessa su ogni lotto. Ricordiamo però che la norma 1444/68 prevede anche che non si possa costruire stabili più alti di quelli intorno al nuovo e quindi vedremo quante deroghe più o meno consentite si dovranno fare per concedere effettivamente la cubatura che è stata regalata. Questo non ci sembra il modo migliore per progettare lo sviluppo della città

Ritenuto
che sia corretto mettere ordine nelle norme, ma che non si deve procedere verso il peggioramento della situazione, ma verso il miglioramento;
che incentivare la costruzione al posto del recupero o del Piano Casa (che non porta oneri nelle casse del Comune) poteva essere benissimo una vostra priorità, ma almeno potevate essere chiari e dirlo, non nascondendovi dietro bandiere di falso ecologismo;
che ancora non esiste un inizio di PI che si occupi di viabilità nel nostro Comune e nel territorio diffuso, elemento che come da voi indicato nel PI doveva essere prioritario all’approvazione del PI che è stata fatta per uno sviluppo coerente e programmato, al posto di uno sviluppo gestito dagli interessi di parte.

Chiediamo a questa amministrazione, continuazione delle precedenti, soprattutto l’ultima e soprattutto nei ruoli chiave riferiti al PI, come ritiene che le dichiarazioni di miglioramento per la città riportate si raffrontino con la realtà dei numeri spiegata oltre che con le possibilità edificatorie maggiori che ora questo strumento ora offre rispetto al PRG precedente, PRG che aspramente avevamo criticato ma che con questo PI quasi ci fate rimpiangere.
Conegliano, li 26/09/2017
I consiglieri comunali
Massimo Bellotto
Alberto Ferraresi
 

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