Le problematiche delle piste ciclabili di Conegliano, sono sotto gli occhi di tutti.
I cittadini, nella migliore delle ipotesi, si attaccano sui social, scaricando la colpa uno sull’altro.
In realtà le colpe sono ben chiare e conosciute e gravano nelle amministrazioni inefficienti, che si sono susseguite in questi anni, nella città di Giano.
E’ evidentemente mancata da parte degli amministratori locali, una seria progettualità che permettesse un risultato finale univoco ed in linea con le esigenze dei cittadini, ma anche con le più semplici norme di sicurezza.
Se dovessimo andare nello specifico, vediamo che la ciclabile del centro è pericolosa non solo per i quadrotti-trabocchetto, ma anche per l’unidirezionalità.
Il ritorno per Via Colombo e Viale Stazione in mezzo alle auto aumenta le probabilità del fato avverso.
Non ci sono tragitti ciclabili sicuri che dalle Stazioni FFSS e Corriere colleghino gli Istituti Pubblici, mettendo a rischio l’incolumità degli studenti.
La ciclabile di via Lourdes è interrotta all’altezza di via Antoniazzi.
La ciclabile sul Menarè che abbiamo quasi perso per la prescrizione dei contributi regionali e provinciali è nuovamente ferma ormai da almeno otto mesi per un cavo della Telecom che improvvisamente è apparso.
Queste sono le pecche delle ciclabili cittadine che sono figlie dell’affannoso tentativo di realizzazione del progetto ciclabile della Monaco-Venezia che proprio come a Conegliano, ci fa allontanare da quegli standard europei, che permetterebbero la crescita turistica e sociale di tutto il territorio.
E’ nostro dovere, ma soprattutto è il dovere di questa nuova amministrazione, pensare a delle soluzioni funzionali, che possano rimanere nel tempo e possano dare un’impronta di civiltà alla nostra città.

Come gruppo consigliare, il M5S, se richiesto, metterà a disposizione i propri professionisti, per la realizzazione di un progetto condiviso.

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